Quello della sintesi additiva è un concetto contemporaneo alla nascita della sintesi sottrattiva, ma che non ha mai riscontrato molto successo (fino a tempi recenti) data l'alta complessità di realizzazione pratica ed i costi esagerati per produrre un sintetizzatore additivo, adesso grazie ai DSP ed il software e' possibile realizzare questo tipo di sintesi economicamente.
Alla base di un synth additivo c'e' la serie di Fourier, questa equazione di dice che ogni segnale complesso è scomponibile in vari segnali sinusoidali di frequenza ed ampiezza diversa, la cui sommatoria rappresenta il segnale originale.
Le parti fondamentali del sintetizzatore additivo sono 2: gli oscillatori e i generatori din invluppo. Il synth additivo ha un generatore di inviluppo per ogni oscillatore, questo consente di variare l'intensità dell'armonica prodotta dall'oscillatore durante tutta la durata del suono. Le varie armoniche generate vengono poi sommate insieme per ottenere il suono desiderato.
Grazie al controllo molto fine su ogni armonica con questo tipo di synth si possono ottenere dei suoni che variano nel tempo in maniera molto interessante, e' quindi adatto secondo me a realizzare pad o altri effetti, ma per lead e bassi son un sottrattivo si ottengono suoni molto piu' corposi.
Una curiosità, il primo synth additivo della storia è il famoso organo Hammond, il quale ha 9 oscillatori la cui ampiezza è regolabile tramite le barre di controllo.