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24/02/2006 16:39 Età: 3 yrs

Il sintetizzatore

Categoria: sound

Autore: Saverio

Cosa è un sintetizzatore, come funziona, e come si usa



Nel mio primo post ho deciso che parlerò in maniera generale dei sintetizzatori, che peraltro sono il mio strumentone preferito (essendo io tastierista beh...scontato no? :) ).

Lo scopo per il quale queste machcine esistono è quello di "sintetizzare" appunto dei suoni, i sintetizzatory (synth per gli amici) sono nati all'inizio del 900, uno dei primi esempi è il Theremin (creato dal russo Lev Theremin nei primi anni del 900), questo strumento si suona senza toccarlo soltanto avvicinando e allontanando le mani dalle sue antenne e modificando cosi' un campo magnetico che consente di modulare il suono del suo oscillatore.

La componente fondamentale di un synth è infatti l'oscillatore (o gli oscillatori nei moderni synth), questo oscillatore puo' produrre varie forme d'onda a seconda della tecnologia di sintesi utilizzata, nella piu' classica (la sintesi sottrativa) l'oscullatore produce forme d'onda ricche di armoniche (come ad esempio un'onda quadra o un'onda a dente di sega) dalle quali vengono appunto sottratte armoniche per mezzo di filtri.

Lo schema di base di un synth a sintesi sottrattiva quindi è composto da due elementi, un oscillatore ed un filtro.
Questo dipo di sintesi e' ad oggi la piu' diffusa e consente di ottenere sonirità piene e "grasse", ma spesso monotone in quanto manca della variazione nel tempo di vari parametri del suono (intonazione, ampiezza, etc.) che invece sono propri degli strumenti "veri", per questo motivo a questi due blocchi di base si accompagnano altri elementi che servono per modulare il suono rispetto al tempo, si tratta fondamentalmente di due dispositivi:

  • LFO - Low Frequency Oscillator
  • Envelope Generator - Generatore di inviluppo

Un LFO è del tutto simile all'oscillatore principale del synth, con la differenza che oscilla nell'ambito del subsonico (1-20Hz) ed e' normalmente usato per effettuare modulazioni varie sul segnale, ad esempio puo' essere usato per ricreare una effetto "tremolo" quando modula l'ampiezza del segnale prodotto, ed una effetto "vibrato" se modula l'intonazione dell'oscillatore.

Un generatore di inviluppo consente invece di ricreare le variazioni di volume tipiche degli strumenti reali. Se si preme un tasto di un pianoforte, ad esempio, il suono sarà piu' intenso all'inizio a causa del martelletto, poi decadrà dolcemente fino a scomparire, un generatore di inviluppo consente di riprodurre un effetto simile.

Il modello piu' semplce di inviluppo e' l'AR (Attack - Release), con due parametri si regolano il tmepo che occorre al suono per raggiungere la sua ampiezza massima ed il tempo che occorre per "scemare" una volta rilasciato il tasto del synth.
I synth moderni implementano inviluppi piu' complessi, il piu' comune e' l'ADSR (Attack - Decay - Sustain - Release), il primo paramentro regola il tmepo di attacco del suono, il secondo un tempo di decadimento, il terzo il volume al quale deve stare il segnale per tutta la durata della pressione del tasto, l'ultimo il tempo di decadimento dopo il rilascio.

Sia l'LFO che il generatore di inviluppo possono essere (e sono!) utilizzati per modulare vari parametri in un synth e non semplicemente ampiezza e intonazione, ad esempio si puo' utilizzare  un inviluppo sulla frequenza di taglio diun filtro di modo da variare la sua risposta in frequenza in base al tempo e rendere un suono piu' brillante all'inizio e piu' cupo alla fine, oppure utilizzare un LFO sul filtro per avere un effetto wah-wah.

I synth contemporanei offrono moltissime opzioni di modulazione per rendere i suoni complessi e vari, ed i piu' complessi hanno inviluppi non limitati ad un numero predefinito di intervalli, quindi ci si puo' sbizzarrire con la fantasia, ci sono molti synth software disponibili gratuitamente in giro, date un okkio a Opens external link in new windowKVR


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